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In questi giorni la ASL di Foggia ha riconfermato per il 2013 gli stessi tetti del 2012 con la differenza che detti tetti dovranno essere ripartiti in dodicesimi tutti uguali. Insomma sono stati stabiliti TETTI MENSILI. Ma la salute dei cittadini non è ad orologeria e tanto meno è prevedibile "matematicamente" di quale tipo di prestazioni potranno aver bisogno gli assistiti e soprattutto "quando". Con i tetti di spesa mensili le strutture accreditate riusciranno a soddisfare le esigenze degli assistiti soltanto nella prima metà del mese e poi dovranno chiudere il rubinetto, rimandandoli indietro, o obbligandoli a pagare di tasca propria le prestazione. Ma i cittadini, con le loro tasse hanno già pagato per mantenere in piedi il Servizio Sanitario Nazionale, ed è loro diritto costituzionalmente garantito curarsi e soprattutto curarsi dove gli è più comodo con il criterio della "libera scelta".
Innanzitutto è bene precisare che la medicina specialistica sul territorio comprende tutte quelle prestazioni che il cittadino richiede su proposta del suo medico curante. Le prestazioni che possono essere chieste sono le analisi di laboratorio, i raggi, gli elettrocardiogrammi, le mammografie, le TAC, le risonanze, gli ecodoppler ecc. ecc. Tutte queste prestazioni possono essere svolte da quattro diverse tipologie di strutture che garantiscono un filtro ai cosiddetti ricoveri "inappropriati" o meglio "impropri, e quindi le strutture direttamente gestite dalle ASL, Gli Ospedali Riuniti di Foggia, Gli ambulatori della Casa Sollievo della Sofferenza, e I presidi sanitari privati accreditati.


 
 
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Un recente studio americano presentato durante il meeting annuale dell'American Academy of Allergy, Asthma and Immunology dall'Henry Ford Hospital, asserisce che le allergie al cibo potrebbero dipendere dall'etnia e non da fattori ambientali. 

In particolare, gli scienziati hanno scoperto che i bambini afro-americani sono stati sensibilizzati ad almeno un allergene alimentare tre volte' di piu' di quelli caucasici e quelli con almeno un parente che soffre di allergie, sono stati sensibilizzati a un allergene ambientale il doppio di quanto non sia successo con quelli che non hanno alcun parente allergico. ''Le nostre scoperte suggeriscono che gli afro-americani potrebbero avere un gene che li rende piu' suscettibili alla sensibilizzazione alle allergie al cibo oppure che questa sensibilizzazione e' piu' frequente, all'eta' di 2 anni, fra i bambini afro-aericano rispetto a quelli bianchi'', ha spiegato Haejim Kim, che ha condotto lo studio.

 

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    Il dottor Paolo Telesforo è laureato in Scienze Biologiche e Medicina e Chirurgia. Inoltre  è Specializzato in Patologia  Generale.  
    E' autore di oltre 80 rilevanti pubblicazioni scientifiche. 

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